La vedova Borsellino rompe il silenzio Grasso: pazzesco un patto Stato-mafia
PALERMO - "Pensare che si possa venire a un qualsiasi accordo con la mafia è fuori da qualsiasi considerazione". Pietro Grasso torna a parlare della strage di via D'Amelio dopo le recenti dichiarazioni di Totò Riina e dopo la riapertura dell'inchiesta sull'omicidio del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Rivelazioni da cui sono scaturite reazioni e commenti - da Nicola Mancino all'epoca ministro dell'Interno, al procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia - proprio nei giorni della marcia delle agende rosse e dell'anniversario della strage. Il procuratore nazionale antimafia Grasso ha parlato a Palermo, a margine della deposizione di una corona di fiori in memoria di Boris Giuliano, ucciso dalla mafia il 21 luglio 1979. "La cosa terrificante - ha aggiunto Grasso parlando dell'omicidio del poliziotto - è che a Palermo si muore mentre si fa il proprio dovere. Quello di Boris Giuliano è stato l'inizio di una serie di morti terribili, con l'eliminazione fisica di tutti coloro che ostacolavano l'organizzazione mafiosa". Dopo 17 anni di silenzio Agnese Borsellino, la moglie del magistrato, ha deciso di infrangere la regola del silenzio che si era data, per ricordare chi ha dato la vita per suo marito: la scorta, gli angeli di Paolo Borsellino. E ha ricordato gli uomini in un'intervista a La Storia siamo noi, per una puntata dal titolo "57
giorni a Palermo. La scorta di Borsellino", in onda domani alle 23.30 su RaiDue. "Per me erano persone, come per mio marito che facevano parte della nostra famiglia - ha detto Agnese Borsellino - e vivevano quasi in simbiosi con noi, condividevamo le loro ansie, i loro progetti. Un rapporto oltre che di umanità, di amicizia e di reciproca comprensione e rispetto".
(21 luglio 2009)
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Il meglio di Frankenstein Junior
The power of love
"Dietro ogni lacrima si nasconde il ricordo di un sorriso"
martedì 21 luglio 2009
sabato 18 luglio 2009
RUGBY!!!
Il rugby è uno sport di squadra diffuso, nelle sue varianti, in buona parte del mondo: specialmente nel Regno Unito e nei suoi ex-Stati dell'impero britannico come Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Figi, Papua Nuova Guinea e Sudafrica nonché in USA prima dell'avvento del football americano. I vari tipi di rugby sono popolari in Francia, Italia, e in costante aumento di popolarità in Argentina, Romania, Russia, Giappone, Marocco, Kenya nonché in molte nazioni di Oceania e Asia.
È definito come uno sport di contatto e di situazione. È uno sport di contatto perché il confronto fisico tra i giocatori è una costante del gioco. Il Rugby è anche definito sport di situazione perché nella sua evoluzione sta diventando sempre più importante la capacità di comprendere il contesto momentaneo in cui ogni fase della partita si sviluppa concretamente. La stessa definizione dei ruoli, effettiva nella fasi di ripartenza da situazione statica, appare, nel rugby moderno, riduttiva rispetto alla necessità, per ogni giocatore, di adattarsi a qualsiasi posizione in campo ed a qualsiasi fase di gioco.
È uno sport di origini nobili, nel quale il rispetto delle regole e degli avversari è considerato un valore fondamentale. Circola un paragone di Henry Blaha, giocatore e giornalista americano (erroneamente attributa a Oscar Wilde)[1]:
(EN)
È definito come uno sport di contatto e di situazione. È uno sport di contatto perché il confronto fisico tra i giocatori è una costante del gioco. Il Rugby è anche definito sport di situazione perché nella sua evoluzione sta diventando sempre più importante la capacità di comprendere il contesto momentaneo in cui ogni fase della partita si sviluppa concretamente. La stessa definizione dei ruoli, effettiva nella fasi di ripartenza da situazione statica, appare, nel rugby moderno, riduttiva rispetto alla necessità, per ogni giocatore, di adattarsi a qualsiasi posizione in campo ed a qualsiasi fase di gioco.
È uno sport di origini nobili, nel quale il rispetto delle regole e degli avversari è considerato un valore fondamentale. Circola un paragone di Henry Blaha, giocatore e giornalista americano (erroneamente attributa a Oscar Wilde)[1]:
(EN)
« Rugby is a beastly game played by gentlemen;
soccer is a gentleman's game played by beasts;
football is a beastly game played by beasts »
In origine il football era praticato in molti college inglesi che adottavano regolamenti differenti per tante regole quindi essenzialmente riguardo la forma del pallone, numero di giocatori attivi in campo e necessità di maneggiare o calciare il pallone. Regolamenti che poi hanno avuto uno sviluppo tecnico coinvolgente un discreto numero di praticanti si adottavano nei college di Rugby (Regno Unito), Cambridge, Eton (Inghilterra), Winchester (Hampshire), Shrewsbury, London Borough of Harrow e distretto Blackheath di Londra nonché Christchurch in Nuova Zelanda. Non tutti concordano sulla vicenda ma sembra che il primo a rinnovare il regolamento sia stato lo studente William Webb Ellis giocando durante una partita di football nel campo da gioco della Rugby School. I rappresentanti delle varie scuole inglesi si riunirono nel ristorante Pall Mall di Londra e unificarono il regolamento fondando la Rugby Football Union il 26 gennaio 1871. Attualmente, in tale luogo è ancora visibile un'iscrizione su pietra che ricorda il ristorante e la fondazione dell'associazione sportiva. Il rugby a 15 fece parte dei giochi olimpici dal 1900 al 1924 e il rugby a 7 è nel programma dei World Games. Il primo campionato italiano fu disputato il 1929. Successivamente furono costituite le organizzazioni di rugby a 13 e rugby a 7.
In molti paesi il rugby union è ampiamente considerato uno sport storicamente amatoriale, praticato per lo più da membri delle classi più alte. Per esempio, molti studenti di scuole private e scuole secondarie a indirizzo umanistico praticano come sport il rugby union. A differenza del rugby union, il rugby league è stato spesso visto come uno sport professionistico praticato dalle classi medie e lavoratrici, un passatempo. Un contrasto a questa ideologia è evidente nelle vicine nazioni di Inghilterra e Galles. In Inghilterra lo sport viene spesso associato al sistema delle public schools (cioè scuole indipendenti/private). In Galles, il rugby viene spesso associato a piccole squadre di villaggi composte da minatori e altri operai che giocano quando sono in vacanza.
In Nuova Zelanda, Galles, Cornovaglia, Scozia, County Limerick in Irlanda, Languedoc nella Francia meridionale, e le Isole Pacifiche il rugby union è popolare tra le classi lavoratrici. Tuttavia il rugby league viene considerato lo Sport delle classi lavoratrici nelle contee inglesi di Yorkshire, Lancashire e Cumbria, e negli stati australiani di New South Wales e Queensland. Nel Regno Unito, il rugby union viene spesso chiamato dai fan "rugger". In alcune regioni il kick off viene chiamato "Rug Off".
A causa della natura dello sport (avvengono durante le partite molti contatti tra i giocatori), il mondo del rugby disapprova il comportamento antisportivo, poiché anche una lieve infrazione delle regole potrebbe provocare seri infortuni o addirittura la morte. Proprio per questo le federazioni rendono più rigide le regole.
I tifosi francesi di rugby league spesso chiamano se stessi "treizistes"; questa parola deriva dal nome francese del rugby (jeu à treize). Questo epiteto si è ormai diffuso in tutta la Francia e anche nelle nazioni anglofone. (Quello nella foto è mio fratello.. bello eh?? =D)
In Nuova Zelanda, Galles, Cornovaglia, Scozia, County Limerick in Irlanda, Languedoc nella Francia meridionale, e le Isole Pacifiche il rugby union è popolare tra le classi lavoratrici. Tuttavia il rugby league viene considerato lo Sport delle classi lavoratrici nelle contee inglesi di Yorkshire, Lancashire e Cumbria, e negli stati australiani di New South Wales e Queensland. Nel Regno Unito, il rugby union viene spesso chiamato dai fan "rugger". In alcune regioni il kick off viene chiamato "Rug Off".
A causa della natura dello sport (avvengono durante le partite molti contatti tra i giocatori), il mondo del rugby disapprova il comportamento antisportivo, poiché anche una lieve infrazione delle regole potrebbe provocare seri infortuni o addirittura la morte. Proprio per questo le federazioni rendono più rigide le regole.
I tifosi francesi di rugby league spesso chiamano se stessi "treizistes"; questa parola deriva dal nome francese del rugby (jeu à treize). Questo epiteto si è ormai diffuso in tutta la Francia e anche nelle nazioni anglofone. (Quello nella foto è mio fratello.. bello eh?? =D)
venerdì 10 luglio 2009
Tiriamo le somme..
Tirerò le somme di questa esperienza, ma questo non vuol dire che abbandonerò il mio blog.
Ero partita molto scettica, infatti non avevo nemmeno intenzione di farlo questo blog.
Ho sempre pensato che avere una pagina internet presupponesse avere un determinato carattere, che non è certo il mio.. Non mi piace scrivere (sono davvero impedita), non mi piace raccontare a tutti le mie cose, non ho idee interessanti.. Invece mi sono accorta che un blog lo possono fare tutti, non importa scrivere ogni giorno il riassunto della giornata, i sentimenti che hai provato, tutte queste cose che si trovano in molti blog. Io ho semplicemente inserito le cose che mi interessano, foto che mi raccontano, articoli che ho letto e che mi piacerebbe gli altri leggessero..
E' stato davvero costruttivo e piacevole. Soprattutto mi ha permesso di imparare molte cose che non sapevo, che potrebbero sempre servire. Insomma, per essere brevi, sono contenta di avere aperto questo blog, continuerò a seguirlo, magari quando avrò un pochino di tempo in più (esami maledetti), manca solo la pubblicità, i lettori scarseggianoooo..
Ero partita molto scettica, infatti non avevo nemmeno intenzione di farlo questo blog.
Ho sempre pensato che avere una pagina internet presupponesse avere un determinato carattere, che non è certo il mio.. Non mi piace scrivere (sono davvero impedita), non mi piace raccontare a tutti le mie cose, non ho idee interessanti.. Invece mi sono accorta che un blog lo possono fare tutti, non importa scrivere ogni giorno il riassunto della giornata, i sentimenti che hai provato, tutte queste cose che si trovano in molti blog. Io ho semplicemente inserito le cose che mi interessano, foto che mi raccontano, articoli che ho letto e che mi piacerebbe gli altri leggessero..
E' stato davvero costruttivo e piacevole. Soprattutto mi ha permesso di imparare molte cose che non sapevo, che potrebbero sempre servire. Insomma, per essere brevi, sono contenta di avere aperto questo blog, continuerò a seguirlo, magari quando avrò un pochino di tempo in più (esami maledetti), manca solo la pubblicità, i lettori scarseggianoooo..
giovedì 9 luglio 2009
Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha
Oggi per caso ho ascoltato questa canzone, mi fa sempre tornare in mente un periodo particolare della mia vita.. Non bello ma comunque importante..
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu...
Quando indietro non si torna
quando l'hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.
Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Soprail giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu...
lunedì 6 luglio 2009
Su LaRepubblica.it ho trovato un' articolo molto interessante..
L'ansia da esame si annusa ed è anche contagiosa
LA PAURA si sente, anzi si annusa. E' impossibile nascondere quella sensazione che quasi paralizza prima di una prova importante, un esame - come accade in questi giorni a migliaia di studenti - o una gara sportiva. E l'ansia che i vicini percepiscono, anche se a parole ci si dice tranquilli o ci si mostra impassibili, è anche contagiosa, si diffonde rapidamente, impedendo anche ai più sicuri di stare tranquilli. A rivelarlo è uno studio tedesco pubblicato su PLos One, condotto da Bettina Pause, dell'università di Dusseldorf. Analizzando il comportamento di 49 studenti, la ricercatrice ha potuto dimostrare che non solo gli animali, ma anche gli esseri umani comunicano senza parlare, in modo inconscio, con il corpo. In particolare, attraverso messaggeri chimici sprigionati dal corpo, i ferormoni, che avvertono chi ci sta a fianco delle sensazioni che stiamo provando; il tutto avviene in maniera inconsapevole, attraverso l'olfatto che capta questi segnali, elaborati poi dal cervello. Nell'uomo questi segnali funzionano ancora perfettamente, non annullati dalla possibilità di una comunicazione verbale. Proprio come negli animali che li utilizzano in diversi aspetti della vita sociale, dal corteggiamento alla comunicazione ai simili di un pericolo imminente. Per scoprire i segnali corporei che emettiamo quando siamo sotto esame, i ricercatori hanno tamponato il sudore di un gruppo di studenti un'ora prima di un esame orale finale e poi hanno preso loro un altro campione di sudore prima che svolgessere una normale attività fisica. I tamponi sono stati fatti odorare ad altri studenti: questi ultimi non hanno avvertito differenze a livello consapevole fra i due campioni, ma monitorati con la risonanza magnetica funzionale per sondare la reazione del loro cervello a quegli odori, hanno mostrato reazioni diverse.
Il sudore pre-esame, da paura, ha "acceso" nel cervello dei compagni di corso aree delle emozioni sociali e dell'empatia, come l'insula, la corteccia cingolata, il giro fusiforme. Aree che sono rimaste invece "sorde" davanti ai tamponi di sudore raccolto prima di un semplice esercizio fisico. La paura sembra quindi indurre il rilascio di sostanze che trasmettono ansia quando sono respirate, e stimolano l'empatia, permettendo così al panico di diffondersi in modo contagioso.
(6 luglio 2009)
Il sudore pre-esame, da paura, ha "acceso" nel cervello dei compagni di corso aree delle emozioni sociali e dell'empatia, come l'insula, la corteccia cingolata, il giro fusiforme. Aree che sono rimaste invece "sorde" davanti ai tamponi di sudore raccolto prima di un semplice esercizio fisico. La paura sembra quindi indurre il rilascio di sostanze che trasmettono ansia quando sono respirate, e stimolano l'empatia, permettendo così al panico di diffondersi in modo contagioso.
(6 luglio 2009)
venerdì 3 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
At my most beautiful - REM
Una delle mie canzoni preferite, spero piaccia anche a voi!
I've found a way to make you
I've found a way
A way to make you smile
I read bad poetry
Into your machine
I save your messages
Just to hear your voice
You always listen carefully
To awkward rhymes
You always say your name,
Like I wouldn't know it's you,
At your most beautiful (repeat chorus)
At my most beautiful
I count your eyelashes, secretly
With every one, whisper
I love you
I let you sleep
I know you're closed eye watching me,
Listening
I thought I saw a smile
I've found a way
A way to make you smile
I read bad poetry
Into your machine
I save your messages
Just to hear your voice
You always listen carefully
To awkward rhymes
You always say your name,
Like I wouldn't know it's you,
At your most beautiful (repeat chorus)
At my most beautiful
I count your eyelashes, secretly
With every one, whisper
I love you
I let you sleep
I know you're closed eye watching me,
Listening
I thought I saw a smile
Medal.org
Interessante! Non pensavo proprio esistesse un sito del genere.. Sinceramente non pensavo nemmeno esistessero tanti algoritmi medici.
E' molto facile da utilizzare, come prima cosa è necessario iscriversi (mail, password, lovoro, ecc) poi il gioco è fatto. Non sapendo ancora praticamente niente di medicina, ho messo una delle poche cose che potevo capire: "peso". Basta digitare la parola nell' apposita casellina (in inglese ovviamente), ed ecco che spuntano tutti i risultati.
Molti sono anche facilissimi da utilizzare.. Ne ho fatto uno sul peso ideale.. ma non vi dico il mio risultato.. ;)
http://www.medal.org/visitor/login.aspx
E' molto facile da utilizzare, come prima cosa è necessario iscriversi (mail, password, lovoro, ecc) poi il gioco è fatto. Non sapendo ancora praticamente niente di medicina, ho messo una delle poche cose che potevo capire: "peso". Basta digitare la parola nell' apposita casellina (in inglese ovviamente), ed ecco che spuntano tutti i risultati.
Molti sono anche facilissimi da utilizzare.. Ne ho fatto uno sul peso ideale.. ma non vi dico il mio risultato.. ;)
http://www.medal.org/visitor/login.aspx
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